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Per gli sponsor

Vantaggi fiscali delle sponsorizzazioni sportive per le aziende

Perché sponsorizzare una ASD o SSD conviene anche fiscalmente: come funziona la deducibilità delle sponsorizzazioni sportive e cosa serve per essere in regola.

Molte aziende del territorio non lo sanno, ma sponsorizzare una società sportiva dilettantistica non è solo un gesto di vicinanza alla comunità: è una spesa di marketing che, a certe condizioni, gode di un trattamento fiscale favorevole. Vediamo perché — in modo semplice.

Non è beneficenza: è pubblicità

La differenza è sostanziale. Una donazione è un atto di liberalità, con vincoli e deducibilità limitata. Una sponsorizzazione, invece, prevede una controprestazione: la società espone il marchio, comunica il nome dell’azienda, la associa alle proprie squadre. Per il fisco è quindi assimilabile a una spesa di pubblicità.

Questo cambia tutto, perché le spese di pubblicità sono in linea generale interamente deducibili dal reddito d’impresa, a differenza delle spese di rappresentanza (deducibili solo in parte).

La norma di riferimento

Nel caso specifico delle associazioni e società sportive dilettantistiche, la normativa italiana prevede un regime di favore: entro un certo limite annuo, i corrispettivi versati a ASD/SSD in cambio di visibilità sono considerati per presunzione spese di pubblicità, quindi pienamente deducibili per l’azienda.

Tradotto: sponsorizzare la squadra del paese può ridurre l’imponibile dell’azienda, oltre a portarle visibilità reale sul territorio.

⚠️ Importante: importi, limiti e condizioni cambiano nel tempo e dipendono dalla situazione specifica dell’azienda. Le cifre e i requisiti esatti vanno sempre verificati con il commercialista. Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce una consulenza fiscale.

Cosa serve per essere in regola

Perché la sponsorizzazione regga anche fiscalmente, di norma servono alcuni elementi:

Perché per te (società) è un argomento potente

Quando proponi una sponsorizzazione a un’azienda, ricordare il vantaggio fiscale abbassa la sua barriera d’ingresso: non la stai chiamando a “fare un favore”, le stai proponendo un investimento pubblicitario che, entro i limiti di legge, può anche essere fiscalmente efficiente.

È esattamente il tipo di ragionamento che fa la differenza tra un “no, grazie” e un incontro.

In sintesi

Sponsorizzare lo sport dilettantistico del territorio non è solo cuore: fatto bene, è marketing locale con un trattamento fiscale favorevole. Con SportBridge colleghiamo le società con le aziende del territorio interessate proprio a questo tipo di opportunità.

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