Per le società
Quanto chiedere a uno sponsor: come costruire i pacchetti
Come definire il prezzo di una sponsorizzazione sportiva: da cosa dipende, come costruire pacchetti base/medio/premium e l'errore da evitare quando ti proponi.
“Quanto possiamo chiedere?” è la domanda che blocca più dirigenti quando arriva il momento di proporsi a uno sponsor. Chiedi troppo e l’azienda si tira indietro; chiedi troppo poco e svaluti il tuo lavoro. Vediamo come ragionare in modo concreto.
Non esiste un listino: dipende dal valore che offri
Il prezzo di una sponsorizzazione non si calcola sul fabbisogno della società (“ci servono 2.000€ per le divise”), ma sul valore che offri all’azienda. È l’errore più comune: partire da quanto ti serve invece che da quanto vali per lo sponsor.
Il valore dipende soprattutto da:
- Visibilità reale: quanti spettatori, follower, famiglie raggiungi?
- Bacino territoriale: quante persone del posto vedono il tuo marchio?
- Categoria e attività: numero di squadre, partite, eventi, tornei.
- Presenza digitale: seguito e attività sui social della società.
Costruisci tre pacchetti
Non proporre un unico prezzo “prendere o lasciare”. Costruisci tre livelli, così l’azienda sceglie e tu alzi il valore medio:
Base — la porta d’ingresso. Es. logo sugli striscioni al campo + una menzione social al mese. Prezzo accessibile per attirare anche i piccoli.
Medio — il più scelto. Es. logo sulle maglie da allenamento + striscioni + post social periodici + menzione agli eventi.
Premium — massima visibilità. Es. logo sulle maglie da gara + tutto il resto + contenuti dedicati (video, interviste) + presenza di rilievo agli eventi.
Il pacchetto medio funziona da “ancora”: la maggior parte sceglie quello, e alcuni salgono al premium.
Come fissare un prezzo di partenza
Un metodo semplice: elenca ogni controprestazione (maglia, striscione, post social, evento…) e assegna a ognuna un valore indicativo di mercato locale. La somma ti dà un prezzo di partenza ragionato, non “sparato”. Poi aggiusti in base alla categoria e al territorio.
Ricorda: puoi anche accettare controprestazioni non in denaro (materiale, servizi, forniture) — spesso è così che iniziano i rapporti con le piccole attività.
L’errore da evitare
Presentarti con un “ci daresti una mano?” e un importo campato in aria. Un’azienda seria vuole capire cosa riceve in cambio. Se arrivi con pacchetti chiari e un prezzo motivato, ti distingui subito da chi improvvisa — e chiudi più accordi.
In sintesi
Parti dal valore per lo sponsor, costruisci tre pacchetti, motiva il prezzo con le controprestazioni. Con SportBridge ti mettiamo in contatto con le aziende del territorio giuste: a te resta da presentarti bene.
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